Storie dalla Cambogia, volontariato e futuro

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Quella che segue è una di quelle storie dalla Cambogia che rendono l’Asia un luogo meraviglioso. Ce l’ha raccontata Loris, con esperienze di vita in Irlanda e la Cambogia come destino. Innamorato del sudest asiatico stava per trasferirsi in Spagna quando il Covid l’ha fermato.

Ora cerca di costruirsi un futuro in Cambogia, dedicandosi al volontariato e proprio dal mondo del volontariato arriva questa bellissima storia che ha come protagonisti Kosal, sua moglie Kim, il volontariato e la scuola di un piccolo villaggio.

Amore e istruzione

Kosal e Kim si incontrano a Timor Est 2009, entrambi sono volontari dell’ONG Soul 247, si incontrano, è amore a prima vista. Nel 2018 li troviamo in Cambogia, per l’esattezza a Kampot, con due figli ed un sogno: aprire una scuola per chi non ha mezzi. Nasce così la Home International School, dove si insegna inglese, cinese e computer.

La scuola ospita 30 studenti, infatti Kosal e Kim offrono anche alloggio e cibo per gli studenti fuorisede delle superiori e università, facendo pagare solo una cifra simbolica per la retta della mensa.

E poi fu il Covid

La pandemia arriva anche in Cambogia, la scuola di Kosal e Kim viene chiusa, il sogno si interrompe. Come in tutto il mondo, qui più di molti altri posti, i tempi si fanno duri. Le regole di contenimento sono chiare: a scuola non si va più.

Kosal e Kim continuano a pagare l’affitto ed i loro due figli, Falina di 11 anni e Kevin di 10, non hanno spazio per giocare. Siamo a Kampot, seppur piccola comunque una cittadina. La scuola può riaprire, l’ha detto il governo. Siamo a novembre 2020 ma tutto dura poco, con la seconda ondata di lì a breve tutto torna come prima: chiuso!

La scelta del ritorno

A questo le cose per Kosal e Kim si fanno davvero dure, la decisione è presa: tornare nel piccolo villaggio dei genitori di lui, Damnakpongro Kak AngKugn nella provincia di Kampong Speu, non distante da Phnom Penh. Qui le misure contro il Covid sono meno rigide, la famiglia può tirare un sospiro di sollievo.

Nel frattempo le scuole riaprono di nuovo, ma Kosal e Kim si accorgono che nel piccolo villaggio dove sono ora, i bambini a scuola non ci vanno. Molti addirittura lavorano nelle fabbriche della zona, anche prima dell’età legale per farlo. Gli adulti non capiscono l’importanza dello studio, esiste solo la fabbrica.

Una nuova sfida

Kosal e Kim non possono restare a guardare, decidono di prendere le cose in mano e di non tornare a Kampot. Una scuola è più urgente a Damnakpongro Kak AngKugn, non passa molto che sulla proprietà di Kosal nasce una scuola per bambini dai 4 ai 14 anni.

I progetti da realizzare sono tanti: una biblioteca in cui i libri non si rovinino, una stanza dove usare i computer ed una cucina per i bambini che abitano distanti dalla scuola. E poi, sullo sfondo, c’è la volontà di cambiare la mentalità rurale degli abitanti del villaggio.

Ancora Loris

E cosa c’entra il nostro Loris, in passato bagnino, agente di customer service e fotografo? C’entra perché ormai attivo in Cambogia nel mondo del volontariato, ha deciso di lanciare una raccolta fondi per aiutare Kosal, Kim ed i ragazzi del villaggio.

Questa scuola per tutti loro rappresenta molto, motivo per cui Loris ha deciso di mettersi all’opera. Kosal e Kim hanno avuto un prestito dalla banca locale, ma non basta per il loro progetto, ecco che allora serve la solildarietà di tutti, per aiutare due brave persone a realizzare un sogno.

P.s. Nel frattempo la scuola di Kampot è stata riaperta, grazie a degli ex-studenti.

Se vuoi dare una mano a Loris, puoi farlo a questa pagina web.

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