Come fotografare i templi di Angkor perfettamente

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Per gli amanti della fotografia la Cambogia è un vero e proprio paradiso. I paesaggi in gran parte agricoli permettono di documentare la vita quotidiana della popolazione locale. Le città offrono notevoli monumenti degni di essere immortalati, senza dimenticare il mare e le isole. Insomma, per gli appassionati di foto la Cambogia non ha nulla da invidiare al resto del mondo, anzi ha qualcosa in più: il complesso archeologico di Angkor. Un viaggio in Cambogia non è completo senza innumerevoli scatti per fotografare i templi di Angkor, tanto da fare di Siem Reap un luogo molto importante nel mondo della fotografia.

Qualche consiglio per fotografare i templi di Angkor

Per fotografare i templi di Angkor facendo degli scatti splendidi servono degli accorgimenti. Alcuni di natura generale, improntati al buon senso, altri di carattere più tecnico. Tuttavia, in ogni caso, tutti, che siano fotografi professionisti oppure semplici viaggiatori che vogliono una foto per ricordare la maestosità di Ankgor Wat, avranno la possibilità di rientrare in uno degli alberghi di Siem Reap soddisfatti.

Scegliere il giusto pass

se il vostro obiettivo è fotografare i templi di Angkor in tutta la loro bellezza evitate di prendere un pass giornaliero, cosa che comunque sconsigliamo sempre. Vi troverete a correre da un tempio all’altro fotografando senza la giusta cura e riempiendo le vostre foto con le teste di turisti coreani.

Circuiti meno turistici

Direttamente conseguente è la necessità di evitare le ore di punta ed i circuiti più classici, per dedicarsi alla scoperta dei templi meno noti dedicandosi ai big di Angkor sono in orari più adatti al fotografare in tutta calma. I templi di Angkor sono lì da secoli, state certi che non scapperanno via.

Portare delle batterie aggiuntive

In Cambogia vi troverete a fare molte più foto del solito, il che incide molto sulla durata della vostra batteria. Alcune macchine dotate di Electronic View Finder (Sony Alpha 7r, 7s, Olympus OMD5 o Pen) consumano la batteria più in fretta. Se avete una fotocamera mirrorless vi consigliamo vivamente di portare batterie aggiuntive o almeno di ricaricarle dopo ogni visita ad Angkor.

Giocate con luce ed ombre

Uno dei problemi maggiori nel fotografare i templi di Angkor è la gestione della luce, per questo le foto migliori solitamente vengono prima delle 10:00 e dopo le 16:00. Come precauzione cercate sempre di avere la luce alle vostre spalle (la maggior parte dei templi è fotografabile da ogni lato) e di tenere sotto controllo il contrasto tra luce ed ombra, un eccesso di quest’ultima può rovinare la foto. In realtà anche avere la luce di fronte permette delle splendide foto ma dovrete giocare con la ISO della vostra macchina e prestare attenzione, dato che la luce ad Angkor cambia drasticamente da punto a punto.

Fotografare tutto il giorno

I templi di Angkor offrono la possibilità di fare foto durante tutta la giornata. I templi più piccoli sono accessibili anche la sera, il che permette foto molto suggestive, mentre a mezzogiorno il complesso si svuota perché la maggior parte dei turisti è a pranzo (ma vedi quanto sopra circa la luce). Il tramonto e l’alba sono momenti magici per fotografare i templi di Angkor, ma rischiano anche di essere molto affollati. Meglio organizzare con cura la vostra visita al sorgere ed al calare del sole.

Qualche altro suggerimento per fotografare i templi di Angkor

Per dare un senso di scala alle vostre foto potete includere delle persone, ricordando il problema teste dei coreani visto sopra. Non è semplice ma giocare con la distanza delle persone vi permetterà di avere interessi effetti relativi alle dimensioni dei templi. Anche i colori possono essere un’interessante sperimentazione, regolando manualmente la bilanciatura del bianco potrete “riscaldare un po’ l’ambiente” se i templi vi dovessero sembrare troppo grigi e privi di vita.

Inoltre il consiglio è quello di essere creativi, sperimentare il più possibile e lasciarvi andare al vostro estro. Sperimentare la profondità delle vostre negli ampi spazi che circondano i templi di Angkor, magari percorrendo in bici la Route60, cambiate la prospettiva delle vostre foto e fate attenzione ai dettagli di cui Angkor è davvero ricca.

Le attrezzature consigliate

Ad Angkor un grandangolo è di rigore. Spesso le persone si rendono conto solo arrivate ad Angkor che il loro obiettivo non è adeguato. Noi consigliamo lenti da almeno 24mm per i full frame e 10mm per gli altri formati. Per le macchine fotografiche Canon, una delle marche più diffuse ideali potrebbero essere il Canon EF 17-40mm f/4L USM, oppure il più costoso Canon EF 16-35mm f/2.8L USM.

Una delle grandi questioni che viene dibattuta tra gli appassionati di fotografia è se per fotografare i templi di Angkor sia meglio l’uso di un treppiede oppure di un monopode. Nei momenti più affollati, ad esempio durante l’alba ad Angkor Wat, usare un treppiede sarà molto difficile, riuscirete comunque a fare belle foto alzando un po’ l’ISO e usando un’apertura larga. Nel pomeriggio portando invece l’ISO a 1000. Altrimenti scegliere di usare un monopode, che vi eviterò di usare velocità troppo basse ed è più comodo da trasportare.

Qualunque sia il vostro livello ed il vostro scopo nel fotografare i templi di Angkor ricordate di essere educati con gli altri fotografi e di non lasciarvi innervosire da atteggiamenti poco educati altrui. Una volta fatta la foto spostatevi di lato e permettete che un altro fotografo possa prendere il vostro posto.

Il festival fotografico di Angkor

Come detto in precedenza, grazie alla presenza dei templi di Angkor, Siem Reap è ormai diventata un punto di riferimento internazionale nel mondo della fotografia. A riprova di questo l’annuale Festival di fotografia di Angkor. L’evento, ormai diventato uno dei più importanti di tutto il sudest asiatico, vuole essere un punto d’incontro tra fotografi professionisti ed aspiranti fotografi, ai quali vengono dedicati appositi workshop dove si insegnano tecniche e segreti dello scatto, fotografare i templi di Angkor sarà la prova sul campo.

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